domenica 26 febbraio 2012

Albatros


Ogni mattina il mio stelo vorrebbe levarsi nel vento
soffiato ebrietudine di vita,
ma qualcosa lo tiene a terra,
una lunga pesante catena d'angoscia
che non si dissolve.
Allora mi alzo dal letto
e cerco un riquadro di vento
e trovo uno scacco di sole
entro il quale poggio i piedi nudi.
Di questa grazia segreta
dopo non avrò memoria
perché anche la malattia ha un senso
una dismisura, un passo,
anche la malattia è matrice di vita.
Ecco, sto qui in ginocchio
aspettando che un angelo mi sfiori
leggermente con grazia,
e intanto accarezzo i miei piedi pallidi
con le dita vogliose di amore.


Ogni mattina, Alda Merini



La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.

La pazzia mi visita almeno due volte al giorno.


Mi sono sempre uccisa da sola.

mercoledì 22 febbraio 2012

Prove di convivenza 1.0


Mi sono persa una giornata. 
In senso fisico, temporale, concreto. Ho dormito per circa 30 ore. 
Un po' la febbre. Un po' il mal di testa. Un po' la vita che non ti risparmia e che tu sei lì ad aspettare.
I miei occhi hanno una strana linea color grigio scuro a contornare l'iride, oggi. 
Sono... tranquilli. Placidi. Lucidi. Sembrano liquidi. 
Non mi sto ponendo troppe domande. 
Ho le emozioni a fior di pelle. 
Ricordi notevoli. 
Crisi d'astinenza. 
Un film che non riuscirò più a guardare da sola, probabilmente. 
Mani. Occhi. Lacrime. Sorrisi.
L'amicizia sembra un sentimento troppo umano per poter racchiudere tutto questo.


Finirete per salvarmi, voi due.

domenica 12 febbraio 2012

martedì 7 febbraio 2012

Please don't die.


E all'improvviso il suo sguardo è mutato. 
E mi è crollata fra le mani. 
Pugni serrati, i suoi. 
E non saprei dirti come in un attimo ha saputo eliminare ogni muro. 
E non saprei dirti come, senza analisi razionale alcuna, mi sia andata a sedere di fianco a lei. 
Vorrei descriverti la vertigine. Vorrei descriverti la vertigine di un abbraccio che è salvezza. 
Che è volontà di salvare. 
Vorrei descriverti le mani che si stringono fino a farsi male.
Vorrei descriverti com'è, quando qualcuno si aggrappa a te. 
Vorrei descriverti com'è, quando qualcuno si fida di te.
Vorrei farti provare quello che ti esplode dentro, quando abbracci qualcuno per non lasciarlo cadere.  
Non ci sono parole, non ci sono pensieri, perché saresti troppo lontana. 
Devi afferrarlo, quel qualcuno.


[Non riesco a scrivere di più. Non credo si possa descrivere. 
Sai già.
In effetti, sai già anche tu.] 

sabato 4 febbraio 2012

Così.




"I’ve memorized all the fish in the sea
I’ve memorized each opportunity strangled
and
I remember awakening one morning
and finding everything smeared with the color of forgotten love
and I’ve memorized
that too."


Charles Bukowski.


[Giusto per dire che no, quest'uomo non scriveva solo di sbronze e sesso.]