E, alla fine, altro non siamo se non Vite che s'intrecciano, che s'intersecano, che s'incastrano.
Ho un Oceano che si agita, turbato da venti e tempeste, nella mia testa.
Troppi sbalzi d'umore, nemmeno me stessa riesce a starmi dietro.
3- 4- 3- 2- 1 + 1/2- 2, le ore di sonno di questa settimana.
Una Vita fatta di cocci che tenta di ricomporsi.
Nessun libro che sia possibile leggere, se non quello.
Precarietà. Paura. Vertigine.
Abisso. Baratro. Albatro.
Milano. Sera. Solo un'ombra.
Letto. Lenzuola. Braccia.
Pezzi-di-me.
Alba. Luci.
Oceano. Mare.
In-stabile.
In-quieta.
Per-turbata.
Universi.
Persone.
[E non state a controllare la metrica, la sintassi, i cazzi e i mazzi, oggi non me ne frega niente, oggi batto le sensazioni, su questa tastiera, senza filtri, senza rileggere.]
Casa, dove sei?
Tu, dove sei?
Me stessa, dove sei?
Né Bene né Male, solo irrequietezza.
Inchiodata a te. Inchiodata a me.
Non te ne andare.
Non ti lascio andare.
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sabato 24 marzo 2012
martedì 20 marzo 2012
We love us.
"Sai di lacrime."
Provo a scriverne, da ieri. Provo a scriverne, per intrappolarlo nella carta, perché non se ne vada mai.
[Lo sai, il terrore che ho che le cose svaniscano, scivolino via, perdano colore, contorni...]
Provo a scriverne e... e non ci riesco.
Tanto. Tutto. Troppo? Mai.
Totale.
Della tua schiena non voglio mai stancarmi.
Dei tuoi occhi.
Delle tue mani.
Delle luci che sappiamo catturare.
Della Natura che ci viene appresso.
Delle sigarette, dell'uscire solo per andarle a comprare, tuta, felpa e sulla pelle noi.
Della musica, che sembra spegnersi solo in certi momenti, quando, tanto, non la sentiremmo.
Dell'improvvisare.
Dello scoprirsi.
Del conoscersi.
Dell'Essere, insieme.
Del restituirsi la Vita così.
Amarti. Amarsi. Essere amata.
Mi dici che mi ami e mi chiedi se mi amo.
Io... insegnami come si fa.
In francese, magari.
On air:
Magnolia, Negrita
L'odore, Subsonica
L'odore, Subsonica
Feeling this, Blink 182
Wishlist, Pearl Jam
... us.
mercoledì 14 marzo 2012
Let's just breathe.
Giornate infinite che galleggiano nello spazio fra te e il mondo.
Vieni a vivere come me, andiamo a vivere come noi.
Bevo thè nero alla vaniglia, ascolto i Pearl Jam. Mi si è di nuovo aperto il labbro.
Sono stanca... stanca, davvero. Giorni assurdi, tortuosi, immensi, gli ultimi. Sonni troppo brevi. Ma a che serve dormire... come faccio a dormire, quando ho tutto questo.
Sento la tensione della corda che si sta per spezzare.
-Ci sei a cena?
Sì, ci sono. Sì, ci sarò. Non farmi male, ti prego, non sbriciolare, come sempre, ogni cosa bella che ho.
Non togliermi l'aria.
Sei aria. Sei Vita, sei Vita che inizio a vivere.
Manchi come la libertà.
[...e sai tutto quello che scriverei, qui. E sai tutte le volte che ti bacerei, tutte le giornate che trascorrerei con te. Luci Rembrandt, parquet scuro. Albe e tramonti. Pelle. Le mille sfumature dei tuoi occhi. Il tuo modo di guardare il mondo. Il tuo modo di guardarmi. Nel tuo sguardo posso cadere. Sei una Vita che continuo a scoprire, sei una Vita che voglio vivere. E... il resto lo sai.]
...mi sento osservata.
Mi sembra che questa casa si sia improvvisamente popolata.
Ma... c'è posto per tutti. Devo solo decidere come gestire gli spazi.
Giocatori, anche voi?
Vieni a vivere come me, andiamo a vivere come noi.
Bevo thè nero alla vaniglia, ascolto i Pearl Jam. Mi si è di nuovo aperto il labbro.
Sono stanca... stanca, davvero. Giorni assurdi, tortuosi, immensi, gli ultimi. Sonni troppo brevi. Ma a che serve dormire... come faccio a dormire, quando ho tutto questo.
Sento la tensione della corda che si sta per spezzare.
-Ci sei a cena?
Sì, ci sono. Sì, ci sarò. Non farmi male, ti prego, non sbriciolare, come sempre, ogni cosa bella che ho.
Non togliermi l'aria.
Sei aria. Sei Vita, sei Vita che inizio a vivere.
Manchi come la libertà.
[...e sai tutto quello che scriverei, qui. E sai tutte le volte che ti bacerei, tutte le giornate che trascorrerei con te. Luci Rembrandt, parquet scuro. Albe e tramonti. Pelle. Le mille sfumature dei tuoi occhi. Il tuo modo di guardare il mondo. Il tuo modo di guardarmi. Nel tuo sguardo posso cadere. Sei una Vita che continuo a scoprire, sei una Vita che voglio vivere. E... il resto lo sai.]
...mi sento osservata.
Mi sembra che questa casa si sia improvvisamente popolata.
Ma... c'è posto per tutti. Devo solo decidere come gestire gli spazi.
Giocatori, anche voi?
venerdì 9 marzo 2012
Speechless
Certe notti accadono.
Certe notti ti esplode il cuore.
Certe notti rimani a guardarti spaccata in due.
Certe notti ti sfuggono parole fra le dita, fra i baci, fra gli sguardi.
Certe notti ti chiedi come sia possibile, tutta quella Vita.
Certe notti non sai nemmeno come descriverle.
Siete Luci nel mio Abisso.
Certe notti ti esplode il cuore.
Certe notti rimani a guardarti spaccata in due.
Certe notti ti sfuggono parole fra le dita, fra i baci, fra gli sguardi.
Certe notti ti chiedi come sia possibile, tutta quella Vita.
Certe notti non sai nemmeno come descriverle.
Siete Luci nel mio Abisso.
mercoledì 22 febbraio 2012
Prove di convivenza 1.0
Mi sono persa una giornata.
In senso fisico, temporale, concreto. Ho dormito per circa 30 ore.
Un po' la febbre. Un po' il mal di testa. Un po' la vita che non ti risparmia e che tu sei lì ad aspettare.
I miei occhi hanno una strana linea color grigio scuro a contornare l'iride, oggi.
Sono... tranquilli. Placidi. Lucidi. Sembrano liquidi.
Non mi sto ponendo troppe domande.
Ho le emozioni a fior di pelle.
Ricordi notevoli.
Crisi d'astinenza.
Un film che non riuscirò più a guardare da sola, probabilmente.
Mani. Occhi. Lacrime. Sorrisi.
L'amicizia sembra un sentimento troppo umano per poter racchiudere tutto questo.
Finirete per salvarmi, voi due.
martedì 7 febbraio 2012
Please don't die.
E all'improvviso il suo sguardo è mutato.
E mi è crollata fra le mani.
Pugni serrati, i suoi.
E non saprei dirti come in un attimo ha saputo eliminare ogni muro.
E non saprei dirti come, senza analisi razionale alcuna, mi sia andata a sedere di fianco a lei.
Vorrei descriverti la vertigine. Vorrei descriverti la vertigine di un abbraccio che è salvezza.
Che è volontà di salvare.
Vorrei descriverti le mani che si stringono fino a farsi male.
Vorrei descriverti com'è, quando qualcuno si aggrappa a te.
Vorrei descriverti com'è, quando qualcuno si fida di te.
Vorrei farti provare quello che ti esplode dentro, quando abbracci qualcuno per non lasciarlo cadere.
Non ci sono parole, non ci sono pensieri, perché saresti troppo lontana.
Devi afferrarlo, quel qualcuno.
[Non riesco a scrivere di più. Non credo si possa descrivere.
Sai già.
In effetti, sai già anche tu.]
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martedì 31 gennaio 2012
Saltiamo. Ti prego, saltiamo.
Quest'insostenibile voglia di piangere.
[Bisogno, anzi.]
Quest'incredibile voglia di un abbraccio, sebbene non lo sappia né dare, né ricevere.
[Bisogno, anzi, ancora.]
Questa sussurrata quanto disperata voglia di qualcuno che si prenda cura di me, di ciò che sono, che mi smonti e mi rimonti nel verso giusto.
[Bisogno, sì, lo so, sempre quello.]
Take me home.
Portami in una casa che sia casa. Dove faccia caldo.
Caldo. Calore.
Faceva più caldo stanotte sotto la neve, a mani nude e con le Superga ai piedi, piuttosto che ora, qui, in questa stanza dalle pareti fra il vuoto e quello con cui vorrei riempirle, fra il disordine nel quale respiro e l'ordine che cerca di essere imposto, fra quello che sono, quello che dovrei essere, e quello che vorrei essere.
Dio, a volte vorrei semplicemente essere presa in braccio da qualcuno, ed essere portata via.
Via da me stessa e da tutto questo che, ora, è un labirinto dal quale non so più uscire.
Mi ci hanno portata e ora sono qui, nel mezzo, fra siepi altissime e al buio, senza un'indicazione, una strada tracciata da seguire, per uscirne.
Io... io non so che fare.
Io. non. so. che. fare.
Qualcuno può dirmelo?
Non le voglio, ho smesso di cercarle.
Ma, ogni tanto, una risposta, il paliativo di un punto fermo e sicuro, farebbe bene.
Se non bene, meglio.
Ho sempre pensato che ci si salvasse da soli.
Ho imparato a credere che confidare negli altri non porta da nessuna parte.
Non ho mai chiesto, davvero, a qualcuno di essere accompagnata.
Non ho mai cercato qualcuno sul quale contare.
Mi sono dimenticata come si chiede aiuto.
[E mentre scrivo tutto ciò, nella mia testa risuona la voce di chi mi ha sempre ripetuto che i deboli non si sanno salvare, i deboli hanno bisogno di aiuto, i deboli non hanno sufficiente forza di volontà.
Allora sono debole?
Va bene, sono debole.
E appurato ciò? Ora che lo sai?
Non sono degna di stare bene perché non mi so salvare da sola?]
Avevo giurato a me stessa che non avrei più scritto cose del genere in un blog.
Si cambia idea.
Si scopre che dall'umano che si è non si può fuggire.
Si comprende che sì, ho bisogno di te.
Fa una paura fottuta, arrendersi all'evidenza di aver bisogno di qualcuno.
Fa una paura fottuta, l'idea di poterti deludere.
Fa una paura fottuta, la consapevolezza che nemmeno tu potresti bastare.
Ma cos'altro posso fare, ora, col Nulla che mi ritrovo a stringere fra le mani, se non fidarmi?
Io mi fido di te.
I want to move on
I want to have hope
So I'm willing to change
I'm going to try
To show that I'm strong enough to
...Trust in You.
On air: "Aggiungi file alla Libreria" da Dropbox. - Riproduzione casuale.
mercoledì 18 gennaio 2012
530
Ci sono tre tipi di uomini: quelli che vivono davanti al mare, quelli che si spingono dentro il mare, e quelli che dal mare riescono a tornare, vivi.
Il resto, è solo un salto.
Il resto, è solo un salto.
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