sabato 3 dicembre 2011

She stole the keys to my house and then she locked herself out.


Marion Cotillard è meravigliosa.


L'ho amata in Inception. L'ho amata di nuovo guardando Midnight in Paris.
L'attore si ritrova a interpretare un determinato ruolo, oppure sceglie egli stesso che "tipo" di personaggio essere?
Riflettevo a tal proposito notando le somiglianze fra la Marion di Inception e quella di Midnight in Paris. 
Donne destinate a non essere amate nel presente, intrappolate in una dimensione onirica che, però, è l'unica in grado di mantenerle in vita. 
Amanti, dal passato, da un'epoca nella quale si vorrebbe fuggire, creature affascinanti, ma evanescenti. 
Marion...




"Baudelaire indossava guanti, per fare all'amore."
Sartre è il miglior psicanalista che potessi mai desiderare. 
Ed è terribilmente bastardo, come ogni buon psicanalista. 
Ti bevi ognuna delle sue parole, ebbra di quella comprensione assurda e astratta che spesso trovi nei libri, e poi, a metà, nel bel mezzo della tua estasi di ammirazione, ti sbatte in faccia la realtà.
Baudelaire, quel Baudelaire al quale ti sei sentita tanto affine, quel Baudelaire del quale hai guardato gli occhi ritratti, sentenziando "Come fai a non innamorarti, di uno che usa occhi così folli per guardare il mondo", quel Baudelaire che desiderava tutta la libertà necessaria per far nascere un Fiore del Male, perché era l'unico modo con il quale aveva imparato ad affermare e far rivivere, in ogni sua depravata azione, il Bene, quel Baudelaire così dilaniato, fra Satana e Dio, e che senza ombra di equilibrio li accarezzava, vi ci tuffava, sceglieva prima uno e subito dopo l'altro, quel Baudelaire torturato, vittima del bislacco e sfiancante gioco dei suoi desideri bipolari, quel Baudelaire... in realtà, faceva l'amore con i guanti.
Senza toccare davvero la sua amata. Senza fare l'amore, in fondo. 
Allora comprendi che no, non puoi essere come Baudelaire. 
Il fascino maudit è una carta che ti puoi giocare. Ma non per tutta la vita. 


Non vorrai ritrovarti a fare l'amore con i guanti. L'amore. Con i guanti. 
Non vorrai ritrovarti nella Belle Époque, e scegliere di rimanerci, perché il presente non ha senso. Perché nel presente non senti di avere senso. 
Non vorrai ritrovarti con una trottola che non si ferma mai, chiusa in una scatola. Nascosta. 
Non vorrai ritrovarti a gettare la maschera, una sera, dopo l'ennesima giornata trascorsa indossandola, e non trovare un volto. 


Mi è sfuggita una risata, in questo momento, mentre scrivevo. Non una risata, in realtà. Avete presente quella specie di "Umpf!" che si sbuffa, beffardo e ironico, più che divertito?
Ecco, mi è sfuggito uno di quelli (che forse avrà anche un nome, ma al momento faccio un po' fatica a richiamarlo alla mente... perdonate la mia povertà lessicale).
La realtà, è che io lo so benissimo, che non voglio essere Baudelaire. Né Marion e tutte le donne che interpreta. 
Lo so. 
Ma poi? 


Fortunatamente (in questo caso), sono per natura testarda. Ostinata. Recidiva. 
Quindi, nonostante ogni giorno io fallisca miseramente tutti i miei piani per diventare una persona equilibrata e serena (Dio, fa impressione persino scriverlo, "serena"), non sono affatto intenzionata a rimanere in questo stato di cose. 
Ma stasera non ho voglia di scrivere altro di ciò che mi si contorce nel cervello. 
E, sono sicura, voi non avrete voglia di leggerlo.


'Notte. 


On air: Lady of the flowers, Placebo

2 commenti:

  1. A me fai venire voglia di continuare a leggere.

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  2. Tanto, volente o nolente, alla fine scrivo. Prima o poi, riuscirete ad avere una completa visione del quadro insensato e surrealista che sono.

    Grazie del commento, as always.

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