giovedì 1 dicembre 2011

Shining


Ho scritto pagine di dolore puro e le ho cancellate. 
Dopo questo infruttuoso (dal punto di vista scrittorio) processo catartico, posso riempire la risultante pagina bianca con quattro pensieri razionalmente espressi:


Primo. La prossima volta che qualcuno mi dirà "Quelle con un culo come il tuo arrivano sempre dove vogliono." non risponderò con un diplomatico "Sei sempre un gentiluomo", ma gli rovescerò addosso il vino e farò in modo che sia da tutti riconosciuto come un viscido verme. 
Secondo. Ti ho amato. Sì, ti ho amato. Probabilmente sono ancora innamorata di te. Inutile illudermi che farò qualcosa per smettere di esserlo.
Terzo. Reggere la maschera sta diventando problematico, faticoso e dai risvolti molto dolorosi. 
Quarto. Se la mia auto non mi ha lasciato a piedi stasera, ci sono buone probabilità che non lo farà ancora per molto.


Riconosco che la lucidità di pensiero che m'appartiene in questo momento ha un che d'inquietantemente simile a quella lucida follia che si scorge negli occhi dei killer nei film, quando escono da una stanza le cui pareti sono tutte schizzate di sangue. 
Uh, è pronto il tè. 

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